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Isole
pedonali
[metri quadri/abitante]
fonte:censimento Ecosistema Urbano 2007
La revisione dei dati delle isole pedonali ha consentito di considerare validi i dati di
93 città, di queste 85 adottano isole pedonali. Lestensione media è comunque in
crescita attestandosi a 0,31 m2 per abitante. Sette comuni (Venezia, Verbania, Lucca,
Terni, Salerno, Cremona e Massa) superano la soglia di 1 metro quadro per abitante. Tra le
grandi città, oltre al caso eccezionale di Venezia (in cui, per la sua particolare
conformazione urbanistica, tutto il centro storico corrisponde ad una grande isola
pedonale di oltre un milione di metri quadri), Roma ha circa 364.000 metri quadri di isole
pedonali, Firenze, Torino, Napoli sono intorno alle 300.000 m2, mentre Milano si ferma a
circa 120.000 m2, unestensione che è raggiunta, se non addirittura superata, da
città ben più piccole, quali Lucca, Terni, Salerno, Parma e Padova. Sono, invece, una
trentina le città in cui la superficie pedonalizzata a disposizione del singolo abitante
è ancora decisamente limitata e non raggiunge un terzo della media. Di queste 8
dichiarano di non avere istituito alcuna isola pedonale. Occorre infine sottolineare che,
nonostante le verifiche fatte, il dato relativo alla superficie stradale pedonalizzata in
maniera permanente, per quanto teoricamente non equivoco, può venire a volte interpretato
in maniera non sempre univoca dalle singole città, con metodi di calcolo che possono
risultare non omogenei.
Tabella sui quantitativi di mq per abitante di isole pedonali dei comuni italiani sul sito
di Legambiente
Zone a traffico limitato
[metri quadri/abitante]
Fonte:censimento Ecosistema Urbano 2007
Il controllo sulla metodologia di calcolo di questo indicatore, al fine di renderla
omogenea per tutte le città, ha portato l'estensione media complessiva delle Zone a
Traffico Limitato oltre i 4 m2 per abitante, sebbene per 12 città non siano stati
considerati validi i dati e 6 dichiarino di non aver adottato alcuna limitazione del
traffico. Nel complesso, sono 11 le città che hanno ZTL con estensione superiore a 100
ettari. Tra queste spicca oltre a Roma, prima tra le grandi città, anche Bergamo, che,
nella revisione della regolamentazione del traffico, ha abolito le isole pedonali,
portando però ad oltre 5 milioni di metri quadri lestensione delle proprie Zone a
Traffico Limitato, diventando quindi la prima in termini di disponibilità pro capite, con
46 m2 per abitante, precedendo Siena con 31 m2/abitante. Al di sopra dei 10 m2 per
abitante si collocano anche Mantova, Pisa, Viterbo, Pavia, Firenze e Ferrara. Mentre
allopposto ancora 32 comuni rimangono comunque al di sotto di 1 m2 per abitante.
Oltre a Roma, tra le grandi città Palermo, Firenze, Napoli e Bologna hanno oltre
3.000.000 m2 di ZTL. Anche nel caso delle Zone a Traffico Limitato, nonostante le
verifiche effettuate, laddove non è stato possibile disporre di un dato aggiornato o non
è si è riusciti a contattare gli uffici comunali, possono sussistere, per alcune città,
errori nel metodo di calcolo. Inoltre lindicatore non valuta il periodo di
applicazione delle limitazione al traffico veicolare, sebbene in alcune città le ZTL
siano in vigore solo in alcune fasce orari giornaliere o solo in alcuni giorni della
settimana.
Tabella sui totali di mq per abitante di ztl dei comuni italiani sul sito di Legambiente
Piste ciclabili
[metri equivalenti/100 abitante]
fonte:censimento Ecosistema Urbano 2007
Anche quest'anno per cercare di valutare il grado di ciclabilità di una città sono stati
presi in considerazione, anziché la sola estensione lineare dei km di piste ciclabili, 4
differenti parametri: - km di piste ciclabili in sede propria; - km di piste ciclabili in
corsia riservata; - percorsi misti pedonali e ciclabili; - zone con moderazione di
velocità a 30 km/h. Questi parametri, opportunamente pesati (5 punti alle piste ciclabili
in sede propria o in corsia riservata, 3 ai percorsi misti e 2 alle zone a 30 km/h), hanno
concorso a formare un unico indice che esprime i metri equivalenti di percorsi
ciclabili ogni 100 abitanti. È importante sottolineare ancora una volta come i dati ad
oggi disponibili siano in grado di fornire solo una prima informazione di tipo
'quantitativo' che si limita alla estensione in lunghezza dei percorsi ciclabili, senza
indagarne il grado di sicurezza, la funzionalità e la distribuzione all'interno della
città. Non bisogna, inoltre, dimenticare che alcuni comuni, per la loro struttura
territoriale ed urbana, non sono congeniali alla realizzazione di piste ciclabili.
Esaminando i dati relativi al 2005, emerge che i km di piste ciclabili sono quasi 1.700
(1.133 in sede propria e 558 in corsia riservata), mentre sono 797 i km di percorsi misti
pedonali e ciclabili. Tra i 7 comuni con una rete di piste ciclabili (in sede propria o
corsia riservata) superiore a 70 km, ben 5 sono in Emilia Romagna (Modena, Reggio Emilia,
Ravenna, Ferrara e Bologna), gli altri sono due grandi città (Torino e Milano). La
presenza di zone con moderazione di velocità a 30 km/h è invece segnalata in 18 città,
5 in più dellanno scorso, con unestensione complessiva di 222 km. Analizzando
infine lindice di ciclopedonalità, 6 città (Ravenna, Modena, Mantova, Ferrara,
Reggio Emilia e Cremona) hanno valori superiori ai 20 metri equivalenti ogni
100 abitanti, mentre in altre 16 ci sono più di 10 'metri equivalenti', tra cui solo una
città del Sud dItalia (Lecce).
Disponibilità procapite di verde urbano fruibile
[metri quadri/abitante]
Fonte:censimento Ecosistema Urbano 2007
Ancora una volta i dati sulla disponibilità di verde fruibile in area urbana confermano
le difficoltà delle città italiane nel tenere monitorato il verde presente sul proprio
territorio. Solo per citare i casi più eclatanti, abbiamo città come Roma, Parma e
Bologna che perdono o 'acquistano' alcuni milioni di metri quadri da un anno
allaltro. Indipendentemente dalla attendibilità o meno dei singoli casi, è chiaro
come il ripetersi quasi sistematico di certe situazioni evidenzi una carenza di fondo, sia
nella disponibilità di banche dati comuni e condivise dai diversi uffici comunali che
nellinterpretazione della voce 'verde urbano fruibile' da parte di coloro che
compilano il questionario (nonostante 50 questa voce sia sempre rimasta la stessa nel
corso degli ultimi anni). Come già specificato nelle edizioni passate, il dato richiesto
è prevalentemente riconducibile a parchi e giardini presenti in ambito urbano ed a quelle
aree urbane che, seppur non classificate come parchi e giardini, presentano le stesse
caratteristiche di accessibilità e fruibilità. In più di un caso, i circoli locali di
Legambiente hanno evidenziato significative incongruenze tra il dato fornito dalla
pubblica amministrazione e quello sul verde effettivamente fruibile dalla popolazione.
Stante queste premesse, il quadro che emerge dai dati pervenuti non sembra essere dei più
brillanti: quasi la metà dei comuni dichiara una superficie di parchi e giardini
inferiore a 5 m2/ab, circa un terzo del minimo previsto dagli standard urbanistici
nazionali6, mentre in testa alla classifica troviamo 4 città, in ordine decrescente
Massa, Mantova, Cuneo e Ferrara, che dichiarano più di 25 m2 per abitante.
Tabella sui totali di mq per abitante di verde urbano fruibile e di verde urbano totale
nei comuni italiani sul sito di Legambiente
Aree verdi presenti sul territorio comunale
[metri quadri di aree verdi/ettaro di superficie comunale]
Fonte:censimento Ecosistema Urbano 2007
Lindicatore prende in considerazione lestensione della superficie di tre
diverse tipologie di aree verdi presenti sul territorio (parchi e giardini urbani, verde
di arredo e parchi e riserve naturali), mettendola a confronto con lintera
superficie comunale. Si confermano le difficoltà di monitoraggio evidenziate in
precedenza, anche se, la natura stessa di questo dato può, in qualche modo, giustificare
variazioni significative. Vista la diversa estensione che hanno, in media, le tre
tipologie di verde considerate, è evidente che i valori più alti tendano ad essere
raggiunti da quei territori allinterno dei quali sono state istituite vaste aree
naturali a parco o riserva (Pisa, Mantova, Massa, Ferrara, LAquila e Cagliari), il
cui peso è di gran lunga maggiore rispetto alle altre due categorie di aree verdi. In tal
senso, l'indicatore premia i comuni che hanno deciso di tutelare con forti vincoli le
proprie aree. È Il caso, ad esempio, di Biella che con l'istituzione nel 2003 di una
riserva naturale di oltre 1.500 ettari si conferma anche questanno nei primi dieci.
Aree a parco e riserva sono presenti in 86 comuni, ed un'estensione superiore a 1.000
ettari si riscontra in 38 di essi (le superfici più ampie con oltre 10.000 ettari si
trovano a Roma, Ferrara, LAquila, Ravenna, Pisa e Matera).
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