di Sara Scarafia
Loro ai sondaggi non ci credono, perché - dicono - l´esito è sempre quello sperato
da chi li propone. Ma non sono disposti a rinunciare a un centro storico più a misura
d´uomo e chiedono all´amministrazione di smetterla di accampare scuse. I comitati di
cittadini, i movimenti e le associazioni scendono in campo, ancora una volta, per parlare
di isole pedonali, mobilità sostenibile e valorizzazione del centro storico. «Ci sono
scelte che o sono coraggiose oppure non sono», dicono in coro.
Davide Siragusano è un geologo. Insieme con una trentina di architetti, ingegneri e
giuristi ha creato l´associazione Codice, acronimo di "Comitato in difesa del centro
storico".
Lui, al sondaggio di Confcommercio non ci crede neanche un po´. «I risultati dipendono
da come poni la domanda - dice Siragusano, 28 anni - si sa che l´associazione dei
commercianti ha sempre avuto questa posizione, che del resto mi risulta incomprensibile,
visto che sarebbero i negozianti i primi a beneficiare della pedonalizzazione. Ma è
ancora più assurdo che il Comune stia loro dietro. Mi pare che il sindaco abbia fatto una
clamorosa marcia indietro sull´isola pedonale da via Ruggero Settimo ai Quattro Canti,
accogliendo le richieste di un´altra associazione di categoria, Confesercenti, che chiede
di fermare le macchine solo nei weekend».
Chi abita in centro storico, come Davide Ficarra, animatore del sito Internet
isolepedonali.org, assicura che i palermitani non sono affatto contrari all´asse
senz´auto. «Basta citare alcuni fatti - dice - gli studenti del Cannizzaro hanno chiesto
l´isola pedonale davanti alla scuola, gli abitanti di via Merlo chiedono la chiusura al
traffico, i residenti di via Napoli non vogliono più le auto, settanta negozianti hanno
aderito al nostro progetto e duemila persone hanno firmato la petizione. La gente è
stanca e vuole cambiare. Chiede una città vivibile e a misura d´uomo. È un percorso
inarrestabile, che arriverà anche qui a conclusione. È difficile capire quando».
Tutti i comitati sono perplessi sulle Ztl, ma hanno invece intenzione di fare pressione
sul Comune per promuovere le isole pedonali. A partire dalle vie che sono già chiuse al
traffico, ma solo sulla carta. Giacomo Scognamillo, di Palermo ciclabile, si domanda
perché i commercianti siano contrari alla chiusura: «Forse dovrebbero essere le stesse
associazioni a spiegare loro che le limitazioni del traffico non sono un nemico da
combattere, ma una possibilità di fare affari migliori e soprattutto di migliorare la
propria qualità di vita. In piazza Politeama c´è una centralina aspirapolveri che
trasmette un video sulle attività dell´amministrazione. Quando ho sentito che dice che
il sindaco si è fatto conoscere dalla città soprattutto per il suo impegno nella lotta
all´inquinamento, sono rimasto senza parole. Spero che non perdano anche questa
occasione».
I risultati dei sondaggi sul tema della mobilità oscillano in misura sorprendente: nel
dicembre scorso, durante la Settimana della mobilità sostenibile, organizzata dal Comune
e da diverse associazioni ambientaliste, sono state sentite 500 persone. Il 95 per cento
dava la colpa dello smog alle auto e proponeva l´istituzione di piste ciclabili, con la
chiusura del centro al traffico e mezzi pubblici più efficienti. Un risultato
diametralmente opposto a quello annunciato da Confcommercio. Per Piero Longo, presidente
della sezione di Italia Nostra, «bisogna abituare i cittadini alla chiusura, promuovendo
una mobilità alternativa, con piccoli bus navetta che attraversino il centro».